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I "filosofi" di questo capitolo.
     
Esiodo  (settimo  secolo  avanti  Cristo).   Appartenente  a  una
famiglia  trasferitasi dall'asiatica Kyre  ad  Acre  in  Beozia,  
autore,  tra  l'altro, di due poemi, la Teogonia e  Le  opere  e  i
giorni.  Nel  primo  il  poeta presenta  un  lungo  catalogo  delle
divinit  olimpiche  e  ne  narra  la  nascita  e  le  vicende  pi
significative, talvolta atroci, come l'evirazione di Urano da parte
del  figlio Crono (versi 176-190), quello stesso Crono che divorava
i  figli  partoriti da Rea (versi 453-467). Zeus, come   noto,  si
salv e liber i fratelli che il padre aveva inghiottito, ma quando
sua  moglie  Meti  stava  per partorire Atena,  Zeus  non  esit  a
divorarla  per timore che altri potesse ottenere l'autorit  regale
tra  gli  di  (versi 888-900). Nel secondo il poeta  fornisce  una
serie  di norme e di consigli sulla coltivazione dei campi uniti  a
insegnamenti di tipo morale sulla giustizia, la piet e l'amicizia.

Omero  (ottavo secolo avanti Cristo?).  Secondo la  tradizione  
autore  dell'Iliade e dell'Odissea, i poemi pi  antichi  e  famosi
della  letteratura  occidentale che ci  siano  pervenuti.  Senofane
(vedi  capitolo  Due,  3, pagine 27-28) nel  quinto  secolo  avanti
Cristo sostiene che "... fin dai tempi antichi tutti hanno imparato
da  Omero ..." (frammento B 10), ma aggiunge che  stato maestro di
una religione immorale (confronta frammento B 11); Erodoto (2, 53),
un  secolo  dopo,  lo  definisce  uno  dei  padri  fondatori  della
religione dei Greci.

Orfeo.   Secondo  una tradizione  nato a Lebetra  in  Tracia  da
Eagro e Calliope, secondo altre fonti da Apollo e Calliope. Sarebbe
nato "undici generazioni prima della guerra di Troia". A lui furono
attribuite

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molte  opere poetiche. Intorno a questa figura si sviluppa in  data
antichissima un mito assai complesso: abilissimo cantore, ammansiva
le  bestie  feroci  con  la  musica e  con  il  canto;  durante  la
spedizione  degli  Argonauti plac con  la  sua  voce  il  mare  in
tempesta.  L'episodio pi celebre  quello della sua  discesa  agli
Inferi (di cui il quarto libro delle Georgiche di Virgilio offre la
versione  letteraria  pi  compiuta),  alla  ricerca  della  moglie
Euridice,  morta per il morso di un serpente: i mostri  e  gli  di
degli  Inferi  furono  incantati dal suono della  sua  lira  e  gli
concessero  di  riportare  con s, alla vita,  la  moglie.  L'unica
condizione impostagli fu quella di non voltarsi durante il  cammino
per  accertarsi che la moglie lo seguisse. Orfeo era  quasi  uscito
dagli  Inferi quando il dubbio atroce lo assal: si volt, Euridice
era  dietro di lui, ma svenne e mor, questa volta definitivamente.
Orfeo  tent  una  seconda  discesa agli  Inferi,  ma  le  divinit
dell'Ade si mostrarono inflessibili: dovette tornare da solo  sulla
terra. La morte comunque era stata sconfitta dalla musica di  Orfeo
che,  tornato  tra i mortali, avrebbe istituito i  Misteri,  i  cui
adepti erano resi partecipi della sua esperienza nell'aldil.

Talete  (624  circa-545 avanti Cristo).  Visse a Mileto,  colonia
greca sulla costa egea dell'Asia Minore. Fu uno dei Sette Sapienti,
cio   di  quel  gruppo  di  poeti,  uomini  di  senno  pratico   e
legislatori,  a  met fra storia e leggenda, le cui sentenze  erano
molto  diffuse  anche in epoca classica. Talete  ricordato  anche,
secondo la testimonianza di Erodoto (Le Storie, primo, 75 e  primo,
170),  come  ingegnere militare a seguito di  Creso,  e  come  uomo
politico  fautore di una federazione delle citt ioniche  contro  i
Persiani.  Ciassare,  sovrano  persiano,  nella  sua  campagna   di
espansione verso l'Asia Minore, avrebbe addirittura interrotto  una
battaglia, spaventato dall'avverarsi di una profezia di Talete, che
aveva previsto l'eclisse di Sole del 28 maggio 585.

